domenica 11 gennaio 2015

E se le franchigie NBA fossero delle Band? Western Conference.

Dopo la prima parte sulla costa Est, prosegue questo gioco sull'accoppiare ogni franchigia NBA a una band. Passiamo alle quindici dell'ovest con una bonus track. Rimane sempre la possibilità di insultare senza problemi. 


Oklahoma City Thunder – Dream Theater

Tecnicamente non ci sarebbero paragoni. Solisti incredibili che però ogni tanto si specchiano troppo e si scordano di essere un gruppo che dovrebbe andare nello stesso verso. E spesso fanno a gara a far vedere chi è più bravo. Mettete sul piatto Awake e vedete come si fa a girare assieme.

Portland Trail Blazers – Lynyrd Skynyrd

Roy, Oden e Aldridge dovevano essere il trio che avrebbe dominato la NBA per un decennio. Le basi erano gettate e c'era solo da aspettare il loro momento. Poi però è arrivata la variabile più impazzita di tutte, la sfiga. I Lynyrd Skynard dopo anni di gavetta con Sweet Home Alabama erano arrivati a sfondare, poi è arrivata la sfiga. Aereo caduto di ritorno da un concerto e gruppo finito. Per il disco andate su (pronounced 'lĕh-'nérd 'skin-'nérd) e mentre ascoltate Free Bird o Simple Man rivedete il canto del cigno di Roy

Minnesota Timberwolves – Prince

I maggiori artisti usciti da Minneapolis sono Bob Dylan e Prince. Accostare i T-wolves al pioniere del folk mi sembrava esagerato, ecco arrivare Prince. Che mi ricorda troppo Garnett. Quando the Big Ticket era là faceva tutto lui, anche portarli a un passo dalle finali. Prince si suona, canta, compone, produce e vende da solo tutti i dischi. Purple Rain e se non lo conoscete, recuperate.

Denver Nuggets – Bob Marley

Qua l'abbinamento era fin troppo semplice. Lo stato del Colorado da qualche tempo ha legalizzato l'uso di cannabis e quando pensi a quello il primo che ti viene in mente è Bob Marley. Metteteci che i giocatori dei Nuggets hanno da anni un'attrazione particolare per quella roba verde, a partire da Melo, ed ecco che il gioco è fatto. Ascoltatevi Exodus e non sta a me dirvi che il reggae rende di più se accompagnato...

Utah Jazz – Deep Purple

I Deep Purple hanno cambiato un numero di lineup che non si conta più. L'unica cosa certa è che il meglio lo hanno dato quando al comando c'era la coppia Gillan-Blackmore. E che i Jazz abbiano vissuto la loro età dell'oro con Stockton e Malone non ve lo devo dire io. Il problema è che quando c'era da sfondare sul serio, entrambi si sono trovati davanti un muro. Da una parte si chiamava Led Zeppelin, dall'altra si chiamava Jordan. Qua per il disco si va con Made In Japan e non si sbaglia.

Los Angeles Clippers – Pantera

Per anni erano stati considerati. Tanti tendevano anche a dimenticarli e i successi erano pari a zero. Poi arrivò un uomo da New Orleans e le sorti cambiarono rotta. Chris Paul è per i Clippers quello che è stato Phil Anselmo per i Pantera. E i Pantera la vetta la raggiunsero quattro anni dopo il suo arrivo. Questo è la quarta stagione di CP3 ai Clippers, vedremo come andrà. Per il consiglio musicale andare con Cowboys From Hell e non ve ne pentirete.

Golden State Warriors – Grateful Dead

La baia è stata sempre simbolo di libertà e improvvisazione. Quelli che lo hanno espresso al meglio in musica sono stati i Grateful Dead. Canzoni dilaniate all'infinito e che ogni giorno cambiavano e non si ripetevano mai allo stesso modo. Un po' quello che succedeva ai Warriors del periodo del Barone, e quello che stiamo vedendo ora con quel fenomeno di Curry. Ogni volta è una scoperta nuova. Live/Dead è la summa dell'opera di Jerry Garcia e soci.

Phoenix Suns – Iron Maiden

Discorso simile a quello fatto per Atlanta. Gira che ti rigira questi te li ritrovi sempre in mezzo. Alla fine te li ritrovi sempre in mezzo. E i Maiden, come i Motorhead, sai che faranno quel disco. L'unica differenza tra le due squadre e le due band è che qui qualche picco in più lo abbiamo avuto, ma è la costanza che li rende sempre duri a morire. La scelta musicale la facciamo cadere su Piece Of Mind.


Sacramento Kings – Beach Boys

Qua devo fare outing. Quello che considero il disco più bello di sempre è Pet Sounds. E il basket più bello che ho visto nella mia vita è stato quello dei Kinks a cavallo del cambio di secolo. Solo che entrambi si sono scontrati contro entità più grandi di loro, fossero i Lakers o i Beatles poco importa. Il disco ve l'ho già detto, da là non se ne esce.

Los Angeles Lakers - U2

Fermi con gli insulti, mi spiego. Sono pomposi, sono odiati, sono amati, scatenano sentimenti contrastanti, ma non si può fare a meno di parlarne. Possono piacere o non piacere ma sono di diritto nella storia. E i Lakers nella loro storia di Bono Vox ne hanno avuti parecchi ( Magic, Shaq, Kobe, West, ecc). Il disco è The Unforgettable Fire.

San Antonio Spurs – Pink Floyd

Sedici anni dalla stagione del primo titolo a quello del quinto. Sedici anni dal primo disco dei Pink Floyd all'abbandono di Roger Waters. Nel mezzo se n'è andato anche Robinson/Barrett ma la sinfonia non è cambiata, anzi in alcuni punti è anche migliore. Un consiglio che mi sento di darvi. Mettete The Wall e rivedete gara 3 delle finali del 2014.

Houston Rockets – Chuck Berry

Hakeem e Chuck. Uno ci ha insegnato il passo dell'anatra, l'altro il Dream Shake. Uno ha fatto capire al mondo che con quella chitarra si poteva fare di tutto, l'altro che spalle a canestro si poteva fare altrettanto. E sono immagini e suoni che pure se son passati tanti anni, non passano mai di moda.

Memphis Grizzlies – Johnny Cash
Memphis è da sempre terra di musica. Anzi si potrebbe dire che il rock è nato là. Ma visto che i Grizzlies ancora non li possiamo mettere affianco al Re, e se pensiamo al loro giocatore simbolo Zach Randolph, questi sono i Johnny Cash della NBA. Altri che per buttarli giù non basta neanche sparargli, ma anzi più invecchiano più insegnano ai giovani come si fa. Non dovrei neanche dirlo il disco, ma se proprio lo volete Live At Folsom Prison è quello giusto.

Dallas Mavericks – Kraftwerk

Qua si va in Germania e penso che nessuno abbia da ridire. E con tutto che da quelle parti sono nate band cattive e cazzute ( Rammstein, Helloween, Blind Guardian, Scorpions) a me Dirk ricorda, per come gioca, i ritmi dei Kraftwerk. Un modo di stare in campo quasi sincopato, con cambi di ritmo impercettibili ma decisivi. Ralf und Florian e rendete omaggio al settimo marcatore di sempre nella lega.

New Orleans Pelicans – Black Keys

Il nuovo che avanza. Ancora molto da dimostrare ma quello che hanno fatto vedere/sentire è più che meritevole. E poi Anthony Davis è come Lonely Boy. Un pezzo che ti può far andar avanti per dieci anni senza troppi sforzi. L'ultimo Turn Blue non è male per nulla, così come l'ultima versione dei Pelicans.

Seattle Supersonics – Pearl Jam


Una marea di dischi alla loro fine hanno una ghost track. E non posso esimermi da metterla anche qui. Anche perché parliamo di una franchigia fantasma nel vero senso della parola. È scomparsa ma aleggia sempre nell'aria. E se si parla di musica non si può non parlare di Seattle. E non mi dilungo troppo perché c'è chi lo ha fatto prima e molto meglio di me. Però mi sento di consigliare un disco, in questo caso Vitalogy

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